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I nomi preferiti per i nati del 2025: vincono Sofia e Leonardo, Maria fuori dalla lista per la prima volta dopo 250 anni

Salgono le quotazioni di Aurora e Ginevra, e Tommaso ed Edoardo

Due conferme per il 2025, Sofia e Leonardo, ma poi anche, Aurora e Ginevra al femminile, ed Edoardo e Tommaso al maschile: sono i nomi più scelti dai genitori italiani per i propri figli. Maria, prima per 2 secoli e mezzo, è fuori dalla lista dei 50 più amati. Un articolo del linguista Enzo Caffarelli, pubblicato sul portale treccani.it, spiega le ragioni delle scelte dei nomi scelti, in base agli ultimi dati Istat di ottobre 2025.
Sofia, nome greco che significa “scienza, sapienza”, è diventato di moda non solo in Italia ma in tutti i paesi occidentali,
anche come Sophia o Sophie: n. 1 in Europa e in America, con le sue varianti sta conquistando il mondo.
Segue Aurora, il cui successo si spiega con la ricchezza dei significati della parola: non solo le prime luci dell’alba, ma
anche nome mitologico – nella tradizione latina Aurora, corrispondente alla greca Eos, precede il Sole e annuncia il giorno – e figura letteraria, rilanciata nel tempo dall’immaginario fiabesco e popolare: come il nome de La bella addormentata nel bosco di Charles Perrault, ripresa dai fratelli Grimm da cui il film della Walt Disney del 1959. E se andiamo al medioevo, Aurora torna persino nei versi del Petrarca: “amor m’assale, ond’io mi discoloro, et dico sospirando: Ivi è Laura ora”.
Al terzo posto Ginevra, che nella saga bretone è la moglie di re Artù, l’amante di Lancillotto, uno dei cavalieri della tavola rotonda, protagonista di molte opere letterarie.
E Giulia, primatista fino al 2012? Richiamo alla grande famiglia romana Iulia, famosa per Giulio Cesare e con capostipite Iulo, altro nome di Ascanio, figlio di Enea? Sta perdendo terreno, relegata al quinto posto dopo Vittoria.
Seguono Beatrice – altro richiamo medievale alla donna amata da Dante Alighieri – Ludovica, Matilde – chi non conosce Matilde di Canossa, colei che convinse l’Imperatore a chinarsi davanti al papa chiedendogli scusa? -, Alice – nome divenuto celebre con Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll – ed Emma, nome internazionale ritornato di moda, collegato in Germania persino alla catena di negozietti di robe vecchie e usate “della zia Emma”.
Camilla, Anna, Bianca, Greta e Azzurra chiudono la classifica delle prime 15, a discapito di Maria un tempo molto amata. Il successo di Aurora ha poi ispirato altri nomi femminili che coincidono con il lessico comune e richiamano spesso colori – Viola, la citata Azzurra e Celeste – o fiori – Jasmine o Gelsomina, Iris, Margherita e Dalia. “I nomi – osserva Caffarelli – seguono spesso andamenti ciclici: raggiungono un apice e poi arretrano quando diventano troppo comuni o fortemente identificativi di una generazione, per essere riscoperti a distanza di tempo”. È il caso di Rosa, Ortensia e Gardenia, che sopravvivono soprattutto come testimonianze del repertorio onomastico del Novecento.
Sul versante maschile, è Leonardo il nome preferito, che con la sua uscita in -ardo trascina al secondo posto Edoardo e, in decima posizione, Riccardo: la dimostrazione di una predilezione per i nomi di origine germanica, risalenti alla cosiddetta invasione barbarica? Difficile a dirsi, perché la prima parte del nome Leonardo corrisponde a Leo/Leone, forma greca o latina; l’-ardo di Edoardo non vale come gli altri “forte, robusto” ma significa custode dei beni dell’esercito, mentre Gerardo resta 165mo.
Dopo Tommaso troviamo Mattia al quarto posto, Andrea stabile tra i primi dieci mentre si scatena Enea, figura della letteratura epica classica, celebrato da Virgilio nell’Eneide ma ripreso anche in epoca medievale e moderna, portando con sé al successo anche altri nomi epici quali il figlio Ascanio, Ettore e Achille, con il richiamo alla guerra di Troia narrata nell’Iliade, e altri personaggi della Roma Imperiale come Cesare, Flavio e Adriano.
Piace molto anche Elia, nome del più grande profeta della storia ebraica (insieme a Giovanni Battista), che troviamo pure nel Vangelo: la trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor con Mosè e appunto con Elia. I nomi ebraici sono comunque diventati un fenomeno internazionale, non solo nei paesi anglosassoni ma anche in Italia, a cominciare da Tommaso e Mattia, il dodicesimo apostolo che sostituì il suicida Giuda Iscariota.
Buona parte dei nomi personali ebraici si caratterizzano per l’uscita in -ele, da Elohim (uno dei nomi di Dio): Gabriele (8°), Samuele (18°), Michele (26°), Gioele (27°), Emanuele (35°), Daniele (47°) e Raffaele (48°).
Cresce sensibilmente il nome Noah, in ascesa in tutto il mondo occidentale e in Italia, grazie all’aggiunta anglofona dell’h, che ha fatto superare l’accostamento con il Noè dell’Arca e del diluvio universale.

“Uno zoccolo duro – conclude Caffarelli – è rappresentato dai nomi classici del Novecento, conservati soprattutto nel Meridione d’Italia e nei piccoli centri, che resteranno a galla senza bisogno dell’Arca: Andrea (10°), Giuseppe (14°), Antonio (15°), Pietro (19°) Giovanni (21°) Marco (31°) Salvatore (33°) Vincenzo (34°), Giorgio (39°), e Luigi (46°), resistono al declino che ha colpito invece Matteo e Maria, prima per 2 secoli e mezzo e ora fuori dai primi 50.

Stefania Losito

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