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Maninni in diretta su Radio Norba

Appuntamento mercoledì 29 aprile alle 16 con Rosaria e Daniele

Maninni sarà in diretta su Radio Norba mercoledì 29 aprile alle 16. Sarà ospite del Music college di Rosaria Rollo e Daniele Colacicco e racconterà del suo nuovo ep e della prossima partecipazione al concertone del 1 maggio a Bari.

Maninni torna con un progetto che è molto più di un semplice ep: 1997 è una dichiarazione d’identità, un punto di ripartenza, una vera e propria rinascita. Il disco richiama il suo anno di nascita, trasformandosi in un simbolo potente. 1997 rappresenta un ritorno alle origini, non solo anagrafiche ma artistiche. La produzione dell’intero progetto è affidata a Matteo Cantaluppi. Tutte le canzoni sono interamente suonate, anche i clap o il tamburello. I brani sono stati cantati one takee di getto in studio, senza cuffie e con l’impianto aperto, quasi da simulare la “presa diretta”.

“Ho ricominciato a fare musica nel miglior modo che io abbia sempre conosciuto:  con gli strumenti musicali tra le mani e scrivendo a braccio,  per la sola esigenza di sputare quello che avevo dentro”. Con queste parole l’artista racconta l’approccio che ha dato vita al disco: un processo creativo istintivo, diretto, viscerale. Le canzoni nascono dall’urgenza espressiva, dall’esigenza di riportare al centro la musica suonata, le chitarre, la scrittura immediata.

Il riferimento al 1997 è anche un richiamo preciso a un immaginario sonoro e culturale: quello del brit pop. Un periodo in cui le chitarre erano protagoniste, le melodie avevano carattere e le canzoni diventavano inni generazionali. L’energia degli Oasis e l’attitudine tagliente dei Blur rappresentano un orizzonte musicale che ha segnato profondamente la sua formazione e che oggi riemerge, con uno sguardo contemporaneo.

1997 rappresenta anche un recupero consapevole di uno spirito: quello di una musica autentica, imperfetta, viva. Un album che mette al centro la libertà creativa e l’urgenza di raccontarsi senza filtri. “Mi sento libero, istintivo con la musica, come quando da ragazzino ascoltavo gli artisti che mi hanno maggiormente influenzato, dagli Oasis a Blur e ai The Verve, e in generale tutta la scena britannica e non degli anni ‘90”.

Se 1997 fosse riconducibile ad un oggetto sarebbe un lettore mp3, ascoltato con le cuffiette con fili, un pallone da calcio, giocato per strada in quartiere, e le vans indossate ogni giorno. Oggetti che riportano ad un modo personale di ascoltare la musica, che richiamano la voglia di sentirsi “comodi” e liberi di andare ovunque, di rivivere le radici di un territorio ricco di stimoli artistici.

“Ho lavorato su ciò che mi piaceva, mi divertiva e mi faceva stare bene, senza pensare a ciò che avrebbe funzionato. Dopo il Festival di Sanremo, ho avuto la possibilità di fare tante esperienze, ma più passava il tempo e più non mi ci riconoscevo più artisticamente. Mi sono accorto che cercavo spasmodicamente di rimanere a galla in un sistema che mi faceva stare male, perché scrivevo musica solo per “funzionare” e non per comunicare qualcosa, come avevo sempre fatto. Allora mi sono fermato. Ora sono tornato me stesso”.

Il primo singolo del progetto -“Goodbye”- è uscito il 20 febbraio. “Goodbye racconta la mia storia recente con la musica, ma ognuno di noi può ritrovarsi, pensando alla propria vita. A volte, sprechiamo tempo ed energie per inseguire un modello di sogno che in realtà non ci appartiene veramente. Non ci rendiamo conto che prima o poi le stelle cadono e noi ci ritroviamo ad osservare un cielo spento. La società può schiacciarti, se non rispetti veramente te stesso. Quindi io dico goodbye a tutto questo, per scegliere la mia strada”.

Le altre canzoni dell’ep sono: “Adesso Ciao”, “Le ragazze”, “Meno Blu” e “Scusa”.

“Adesso Ciao” è stata scritta in un giorno d’estate, in quel periodo Maninni ascoltava in loop “Ciao” di Vasco Rossi, il brano lo ha ispirato.  “Vito Dell’Erba (ndr ex Viito) ed io eravamo nel mio studio a Bari, tra una chiacchiera e l’altra ci siamo detti che non avevamo scritto mai insieme e così abbiamo iniziato, da lì è nata questa canzone. Sono chiari i riferimenti musicali a Sam Fender, Bleachers e anche un pizzico di Bruce Springsteen”. Il brano parla di un amore che -non sai per quale motivo- continua a farti cadere nella trappola. I due si cercano, si incontrano e fantasticano la loro storia ma sono solo parole. In realtà la verità nessuno dei due vuole impegnarsi.

Nel brano “Le Ragazze” viene usata la metafora della nostalgia della fine dell’estate per raccontare quella sensazione in cui “Qual è la musica che resta, dopo la fine della festa?”. Una domanda che il cantautore si pone spesso, dando uno sguardo  come la musica veniva vissuta in passato e a come viene fruita oggi. Il riferimento, in particolare, è al tempo delle canzoni, a quanto non vi sia più la pazienza di lasciare che i progetti artistici crescano non necessariamente nell’immediato e a quanto poi durino veramente nei ricordi e nelle azioni quotidiani delle persone. L’artista ha vissuto in prima persona la corsa alla “release del venerdì”, da cui ha scelto di liberarsi per seguire il proprio tempo artistico.

Angela Tangorra

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